Spaghetti al nero di seppia, crema di peperone, pomodorini e basilico

DA PROVARE!

Ci siamo.
Stiamo entrando in quel periodo dell’anno tanto agognato, dove la stanchezza
sembra prendere possesso di noi, dove ogni giorno passato è un giorno in meno di
distanza verso la nostra meta, programmata con mesi di anticipo.

Desideriamo staccare, viviamo un sabato del villaggio che ci proietta in un futuro
fatto di esperienze vitali extra-ordinarie oppure verso la quiete più assoluta, a ristorare
i nostri timpani riempiti di rumore e chiacchiericcio fino al giorno prima.

Allora siamo lì, semi-inferociti o inerti dentro le nostre stanze a cercare ristoro e
assenza intonando il mantra dell’estate per eccellenza: “ne parliamo a settembre,
dopo le ferie”.

Ammetto di non aver mai capito questa sospensione del tempo e dello spazio che
esiste tra luglio e agosto: una sorta di ultimo miglio del maratoneta che poi deve
diventare centometrista all’01/09.

Può avere senso vedere il mondo in questa prospettiva?
Per molti anni ho vissuto quell’attesa un po’ snervante e un po’ abbandonata a me
stessa che mi conduceva al tempo stabilito da qualcun’altro nel quale avrei
potuto/dovuto “staccare”.

Negli ultimi anni, complice un nuovo assetto autodeterminato da freelance nel
mondo del food, ho vissuto questo periodo dell’anno come un tempo di
rallentamento che, mal conciliandosi con la mia iperattività mentale, mi ha condotto
verso una visione diversa e nuova.

Si è proprio ribaltato il punto di visione (e non di vista).

Cosa vuol dire rilassarsi?
E’ forse abitare il senso del vuoto che ci dovrebbe indurre
una vacanza?
Oppure è un vuoto che può diventare fecondo e non necessariamente produttivo,
come magari vorrebbe l’ambiente che ci circonda e nel quale siamo immersi anche
nei momenti più improduttivi della nostra giornata?

Credo quindi che l’estate possa diventare un’occasione.
In uno dei periodi dove la Natura sprigiona più colore, più diversità, più dolcezza e
ricchezza in termini di nutrienti, di vita, di meraviglie da osservare a bordo spiaggia o
bordo burrone, possiamo noi provare a diffondere lo stesso livello di energia
rendendo questo tempo fecondo in egual modo?

Lungi da me ispirare una narrazione tossica e performativa come si potrebbe leggere
tra le righe.
Tutt’altro: sto provando a ragionare sulla nostra capacità di rigenerazione delle
energie e di riempire quel vuoto investendo il nostro tempo in attività e occasioni di
rilancio.

Arrivare esausti ad Agosto come se non potessimo dare null’altro se non il nostro
ultimo sospiro, è un approccio alla vita che potrebbe farci bene?

Chiudo con le domande retoriche e abbozzo qualche proposta abbordabile.

Mi piacerebbe poter sostituire la parola “rilassarsi” con un lasciarsi andare: aprirsi con
sincerità ad un’amicizia, provare una cosa mai fatta prima, esplorare nuove competenze.

Cambierei il concetto di “vuoto” con un guardarsi dentro: esplorare con curiosità
profonda dei passaggi del nostro essere con benevolenza e provare a rilanciare
micro-modificazioni che ci portino più vicino a quello che vogliamo sul serio.

Invertirei il pensiero di “chiusi per ferie” con un aperti alla vita: essere disponibili a
quello che avviene, leggere un libro che ha il potere di trasformarci, godere di una
convivialità fatta di colori e sapori che riempiono il palato di piacere, magari
condividendo aneddoti, gioie ma anche parti oscure del nostro essere, il nero che ci
attraversa tutti, i sabotatori che vivino dentro di noi impedendoci di agire.

Diamoci il potere di non farci attraversare da un tempo che potrebbe sembrare
vuoto, proviamo invece a farci guidare da quella fecondità che la natura manifesta in
questa stagione, della quale possiamo diventare riflesso.

Nel mio piccolo, ho pensato ad un piatto ricco di questi colori pieni e vivi ma anche
contrastanti, con l’augurio di cogliere quest’estate come un tempo non sospeso ma fervente!

Spaghetti al nero di seppia, crema di peperone, pomodorini e basilico

Spaghetti al nero di seppia con crema di peperoni e pomodori confit_angelaberton_imangy_food content creator

INGREDIENTI per 4-6 persone
500 g di spaghetti al nero di seppia
3 peperoni (gialli e rossi)
50 g di nocciole
6-7 foglie di basilico
4 cucchiai di parmigiano reggiano (o lievito alimentare)
200 g di pomodori datterini (rossi e gialli)
1 burratina
olio di semi di lino q.b.

PREPARAZIONE
_Monda i peperoni rimuovendo il picciolo e i semi. Taglia ognuno dei peperoni in 4
falde grandi e adagia sopra una griglia “a pancia in giù”. Accendi il forno in modalità
grill e cuoci in forno fino a quando la pelle si sarà ben abbrustolita, ci vorranno 20-30
minuti. Riponi le falde ancora calde in un sacchetto di plastica oppure in un
contenitore ermetico e lascia intiepidire.

_Nel frattempo, con il forno ancora caldo prepara dei pomodorini semi secchi: taglia
in due metà dei pomodorini, e riponi, questa volta “a pancia in sù”, sopra una teglia.
Cospargi con zucchero, sale, olio e origano.
Inserisci in forno fino a quando si saranno asciugati leggermente.

_Quando i peperoni saranno a temperatura ambiente, inizia a rimuovere la pelle dei
peperoni.Lascia da parte 1 o 2 falde per condire la pasta in fase finale.

_In un frullatore, inserisci i peperoni, l’acqua che si sarà formata durante il
raffreddamento, il formaggio (o sostituto vegetariano/vegano), le nocciole, il basilico,
sale e qualche cucchiaio d’olio extra vergine di oliva (meglio se aromatizzato all’aglio).
In questo modo avrai la crema di condimento della pasta.

_Cuoci gli spaghetti al nero di seppia in acqua salata e ritira la pasta un paio di minuti
prima del termine della cottura. In una padella ampia ripassa la pasta con la crema di
peperoni, un mestolo di acqua di cottura della pasta.

_Aggiungi i pomodorini semi secchi, i pomodorini freschi tagliati in spicchi, delle
listarelle di peperoni cotti al forno, basilico spezzettato. Termina con qualche
cucchiaio di burrata sopra ogni piatto e un filo d’olio di semi di lino.

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